Filosofia e Storia

Karma Yoga: Significato, Principi e Pratica

Il nostro dovere verso gli altri si traduce in aiutare gli altri e fare del bene al mondo. Ma perché dovremmo fare del bene? Apparentemente per aiutare il mondo, ma in realtà per aiutare noi stessi.

“Questo mondo non è stato fatto in maniera da rendere il nostro aiuto indispensabile”.
Tuttavia non possiamo negare che ci sia tanta miseria in questa realta’.
Uscire e aiutare gli altri è quindi, la cosa migliore che possiamo fare, ma nel lungo termine troveremo che aiutare gli altri è solo un modo per aiutare noi stessi ad essere migliori.
“Questo mondo non è né buono né cattivo.”
Ogni uomo in realta’ produce un mondo per se stesso. Di regola, i giovani sono ottimisti e gli anziani pessimisti.
I giovani si sentono di avere tutta la vita davanti a loro.
Il vecchio invece si lamenta che i giorni sono andati, centinaia di desideri che non possono essere soddisfatti restano nei loro cuori.
Entrambi sono ugualmente sciocchi. La vita è buona o cattiva a seconda dello stato d’animo nel quale guardiamo.

Il fuoco, di per sé non è né buono né cattivo. Quando ci tiene caldo diciamo: “quanto è bello il fuoco”. Ma quando ci brucia le dita gli diamo la colpa. Ma sappiamo che di per sé , il fuoco non è né buono né cattivo. A seconda di come lo usiamo, produce in noi la sensazione di buono o cattivo.

Così è anche questo mondo.
Il mondo è perfetto. Per perfezione si intende che è perfettamente attrezzato per soddisfare il suo stesso fine.
Eppure fare del bene e’ un dovere, il desiderio di fare del bene è la più alta forza motrice che abbiamo. E’ un privilegio quello di aiutare gli altri.
Il Mondo non sta aspettando il vostro o il mio aiuto, ma tuttavia dobbiamo lavorare e contribuire al bene, questo e’ l’unico modo in cui possiamo diventare perfetti.

Abbiamo gia’ visto che aiutando noi stessi aiutiamo il mondo.
Il principale lavoro che facciamo per gli altri sta’ nel purificare noi stessi.
Per mezzo del costante sforzo nel fare del bene agli altri cerchiamo di dimenticare noi stessi.

karma yoga

Questa dimenticanza di noi stessi e’ la piu’ grande lezione che possiamo imparare dalla vita.
L’uomo pensa scioccamente che puo’ fare se stesso felice, e dopo anni di lotta scopre alla fine che la vera felicita’ consiste nell’uccidere l’egoismo e che nessuno puo’ farci cosi’ felici come noi stessi.
Ogni atto di carita’, ogni pensiero di simpatia, ogni azione di aiuto, ogni buona azione, ci aiuta a portare via tanta dell’ auto-importanza che ci diamo e ci fa pensare meno a noi stessi e ad un livello piu’ basso, e questo e’ buono.
Troveremo diverse classi di uomini al mondo:
La prima sono gli “uomini-dio”, la cui auto abnegazione e’ completa, e sono coloro che fanno solo cose buone verso gli altri fino a sacrificare se stessi. Questi sono gli uomini piu’ elevati e sono sfortunatamente anche i piu’ rari.
Poi ci sono coloro che fanno del bene agli altri purché questo non comporti ferire se stessi. Nella terza categoria troviamo coloro che fanno bene solo a loro stessi ferendo e abusando degli altri.
“Dobbiamo informare le nostre menti che nessuno in questo universo dipende da noi.”

Il corso della natura non si fermera’ per causa nostra, questo e’ stato gia’ detto. E’ solo un privilegio che ci e’ stato concesso, nella maniera di aiutare gli altri per educare noi stessi.
Questa e’ un’ altra grande lezione nella vita, e quando l’abbiamo imparata pienamente non dovremmo mai piu’ essere infelici.

Le persone nascono e muoiono continuamente. Ma il mondo si e’ forse per questo mai fermato? O sta forse aspettando qualcosa come il loro ritorno… per continuare ed andare avanti? No.
Cosi scacciate dalla mente l’idea che dobbiamo fare qualcosa di indispensabile per il mondo, il mondo non richiede nessun aiuto da noi.
Quando abbiamo allenato la mente e i nervi a realizzare questa idea del mondo “non-dipendente” da noi e da nessuno altro, non ci sarà in noi nessuna reazione, in forma di dolore, derivante dal lavoro che svolgiamo. Perche’ non ci si aspettera’ nulla, perche’ mai abbiamo pensato di ricevere qualcosa in ritorno.
Abbiamo fatto solo cio’ che dovevamo. Perche’ mai dovremmo essere fieri di aver fatto qualcosa?
Dove e’ quindi la ragione del nostro orgoglio?
Non c’e’ niente di grandioso in cio’ che abbiamo dato al mondo. E’ solo l’egoismo che causa differenze tra il buono e il cattivo.
E’ una cosa molto difficile da capire, si arriva ad imparare nel tempo che nulla nell’universo ha potere su di noi, fino a che non acconsentiamo noi stessi di poter essere esercitato.

Nulla ha potere sull’uomo oltre al proprio SE’, almeno fino a che il nostro SE’ diventa stolto e perde l’indipendenza.
Cosi, attraverso il “non attaccamento”, superiamo e neghiamo il potere di qualsiasi cosa ad agire su di noi senza il nostro volere.
E’ molto facile dire che niente ha il diritto di agire su di noi fino a che non gli permettiamo di farlo.

Ma quale e’ il vero segnale di un uomo che realmente non permette che niente lo manovri? Il segnale e’ che ne’ in caso di buona e ne’ in caso di cattiva fortuna, cio’ non causera’ nessun cambiamento nella sua mente, in tutte le condizioni continua a rimanere lo stesso.
Così l’uomo che ha praticato il controllo su se stesso non può essere manipolato da nulla di esterno, non esiste piu’ schiavitu’ per lui. La sua mente e’ divenuta totalmente libera.

Un uomo con tale padronanza di se stesso e’ in grado di vivere bene nel mondo.
Questo mondo diverra’ un mondo ottimistico ai nostri occhi quando diventeremo maestri della nostra mente.
Niente funziona quindi su di noi come bene o male, troveremo che tutto e’ al suo posto, e armonioso.
Il segreto e’ praticare. Prima dobbiamo sentire, poi pensare e poi praticare. Sentire e capire di cosa si tratta e’ il primo passo, molte cose che inizialmente appaiono incomprensibili diverranno piu’ chiare man mano che ascoltiamo e pensiamo. E’ difficile capire tutto in una volta.
La spiegazione di ogni cosa e’ dopotutto in noi stessi.
A nessuno è mai stato in realta’ insegnato niente, ognuno di noi deve insegnare a se stesso.

L’insegnante esterno offre solo dei suggerimenti con i quali risvegliare l’insegnante interno in noi stessi, che lavori e comprenda le cose.
Prima e’ il sentire, poi la volonta’, e grazie a questa volonta’ nasce una tremenda forza che ci fa lavorare.
Una forza tremenda per il lavoro con noi stessi che passerà attraverso ogni vena, nervo e muscolo, fino a che tutta la massa del corpo verra’ caricata come uno strumento.
Il risultato sara’ la desiderata perfetta abnegazione del sé, e l’altruismo assoluto il dovere raggiunto. Questa realizzazione non dipende da alcun dogma, dottrina, o credenza.

Tratto dai miei studi sui libri di Swami Vivekananda.