Filosofia e Storia

Comprendere la natura della Mente. CHITTA-MANAS-GUNAS-BUDDHI-AHANKARA. (Prima Parte)

Che cosa è esattamente la Mente?

La mente è CHITTA, ovvero “colui che sa”, “la conoscenza interiore”.

Il termine CHITTA deriva dal sanscrito CHET che significa conoscenza.

La mente è il complesso delle facoltà cognitive che consente, il pensiero, il ragionamento, la percezione e il giudizio. Una caratteristica che vale anche per le forme di vita animale oltre all’uomo.

Amritabindhu Upanishad dice: “La mente è il problema, la mente è la soluzione.”

ADVAITA Vedanta in breve ci spiega che e’ l’ignoranza la ragione per cui le persone non sono “illuminate”, perche’ non hanno la comprensione totale della loro mente e non sanno di conseguenza chi sono. Questa ignoranza è anche fondamentale e noi siamo nati con essa. Fortunatamente pero’ può essere rimossa. Come? Con l’intuizione. Dove accade questa intuizione? Semplicemente nella mente.

CHITTA ha 3 aspetti.

Questi sono i 3 apparati o strumenti di CHITTA tenuti a funzionare sotto il nostro controllo mentale per permetterci chiaramente di “sapere”.

1) MANAS, sono i sensi, il gusto, il tatto, l’olfatto, la vista e l’ udito, ovvero la capacità di sentire, relativo alle funzioni del corpo. Metafisicamente Manas è il principio per cui il Purusha (anima) gode del mondo di Prakriti (natura) attraverso gli organi di senso.

I Manas riguardano la nostra naturale capacità di sentire. E’ la nostra intuizione. Questa intelligenza è unificata nel cuore e agisce come uno specchio che ci aiuta a sentire ciò che noi stessi e gli altri percepiscono. Esso ci aiuta a trovare il collegamento. Molti di noi hanno dimenticato come utilizzare l’intuizione.  Imparare a conoscere e capire attraverso le sensazioni è molto importante.

Manas è presente negli animali e in altre forme di vita. Con l’avvento di Manas, arriva la percezione cosciente del piacere sensazionale, ed il dolore, e’ la risposta istintiva per evitare il contatto spiacevole e andare invece verso il piacere. Nell’uomo la risposta ai Manas ha anche un impatto sensazionale, non è più quindi solamente istintivo, ma acquisita valori emotivi e mentali.

2) BUDDHI, dalla radice sanscrita Budh : che letteralmente significa, svegliarsi, essere sveglio, osservare, ascoltare, partecipare, imparare, diventare consapevoli. Ha il potere di discriminare, ed e’ legato alla comprensione e alla conoscenza della verità attraverso le nostre capacità intellettuali.

3) AHANKARA, e’ il senso dell’ io, dell’ego. Ed e’ uno dei 4 organi interni chiamati Antahkarana, ovvero Chitta, Manas, Buddhi, Ahankara appunto descritti dalla fisolosia ADVAITA. Ci sono due classificazioni delle scuole HINDU, la prima e’ ASTIKA che racchiude le 6 scuole ortodosse Hindu’: Nyāyá, Vaiśeṣika, Sāṃkhya, Yoga, Mīmāṃsā, and Vedānta. La seconda e’ NASTIKA che racchiude il Buddhismo, il Giaianismo, il Carvaka e l’Ajivika.

L’Ego non è un male, abbiamo infatti bisogno dell’ego in quanto dà indicazioni per l’intelligenza e la comprensione dei sensi e alla fine di noi stessi. Esso agisce come un contenitore per accumulare esperienze nel mondo. Ne abbiamo bisogno. I problemi sorgono quando ci identifichiamo con il falso senso di “io”, ovvero con il contenitore. Ad un certo punto pero’, una volta identificato il falso ego, va rimosso, per fare spazio al vero se’ interiore.

Tutti questi 3 apparati sono necessari al CHITTA  per conoscerci correttamente.

Ci sono 3 qualità di CHITTA e di AKASHA (materia cosmica), in questo universo. Tutto è costituito, in qualsiasi momento da una miscela di queste 3 qualita’.

Le 3 qualità sono le GUNAS.  (Tutto si manifesta attraverso una forma o l’altra di GUNAS)

1 – SATTVA.  Manas, Buddhi e Ahankara sono in coordinazione tra loro. E’ uno stato di armonia, equilibrio, gioia e pura intelligenza che si verifica quando l’energia e’ sotto il nostro controllo. La mente è in uno stato di stabilità, con un alto livello energetico e siamo in grado di operare a pieno regime. In questo stato tutto cio’ che facciamo ha un senso e tutto e’ sotto controllo, viviamo pienamente il presente, con la capacita’ di ascoltarci e di non nascondere niente a noi stessi. Vivere in questo stato ci rende molto piu’ sensibili. Non siamo affatto attaccati al mondo materiale e al desiderio di appagare i sensi.  Se riusciamo a mantenerci in SATTVA, restiamo consapevoli dei nostri pensieri, parole e azioni. Per rimanere e mantenersi nello stato sattvico è necessaria molta attenzione e intenzioni forti, è necessario osservarci quando ci si sposta dal centro, quando rischiamo di perdere l’equilibrio, quando ci si re-identificata con l’ego, o quando si torna al piacere dei sensi.  Mantenere il proprio obiettivo richiede pratica.  Meglio consumare cibi Sattvici come cereali integrali, legumi ,frutta e verdura fresca che crescono sopra la terra e godere di compagnie, attività e ambienti che producono gioia e pensieri positivi.

2 – RAJAS.  E’ lo stato di movimento, azione cambiamento ed energia, e della mente allo stato volubile. La sua natura e’ l’attaccamento, il desiderio che ci lega ai frutti del nostro lavoro. La mente tende a saltare e muoversi da una cosa all’altra senza tanto controllo.  Questa è la qualità mentale regolare per la maggior parte di noi e qui si verificano piccole e grandi fluttuazioni del pensiero. Questa tendenza della mente a fluttuare e’ allo stesso tempo la chiave che permette, attraverso l’osservazione, il controllo e la conoscenza delle fluttuazioni. RAJAS è uno stato quindi di instabilità e di confusione appunto perché l’energia non e’ stabile e costante. Un minuto ci si sente in alto e subito dopo si va verso il basso. In questo stato non e’ possibile conoscere la verità. Le maggiori fluttuazione delle emozioni accadono quando RAJAS è al suo apice. Quando si è in questo stato di instabilità si vuole rinunciare, si vuole uscire, scappare, si vuole fuggire. Quando diciamo a noi stessi ” non lo so” mostra che ci troviamo in uno stato di Rajasico. Siccome RAJAS e’ in una fase centrale non puo’ essere stabile e mantenuto a lungo sullo stesso livello, quindi tendera’ per forza o a salire verso Sattva o a scendere verso Tamas. La crescita e il cambiamento positivo verso Sattva richiede uno sforzo costante e molta consapevolezza. Se non c’è sforzo e impegno, alimentando la pigrizia si tendera’ sicuramente a cadere verso Tamas. Abbiamo bisogno per forza di disciplina e di tanta volontà di creare  miglioramento. Per ridurre Rajas possiamo anche cercare di evitare cibi piccanti, zuccherati, eccitanti, fritti e di natura animale, diminuando il desiderio per oggetti materiali, suoni a volume elavato, pensare troppo, mentre possiamo incrementare l’esercizio fisico e la presenza in natura.

3 – TAMAS. In questo caso la mente e’ noiosa e l’energia bassa. Anche se la forza vitale e’ presente, la qualita’ mentale non ne permette l’accesso.  Tamas rappresenta, la negativita’, l’inerzia, il materialismo, l’inattivita’ e l’oscurita’.  Manca quella scintilla che ci permette di iniziare a fare le cose quando e’ necessario e anche l’opposto, ovvero la capacita’ di smettere e dire basta. E’ quando ci diciamo sempre: “Lo so, ma…..” Questo è un segno di diniego e rassegnazione. In questo stato non si può avere una vera e buona salute. Puo’ diventare uno stato stabile è inerte, questo della parte inferiore delle GUNAS. Si manifesta con l’ignoranza che illude tutti gli esseri delle loro verità spirituali e non. Meglio evitare cibi tamasici come, cose confezionate e conservate, carni, alimenti trattati chimicamente, raffinati e trasformati. Non mangiare troppo, l’inattività, la passività e le situazioni di paura.

Ci vuole impegno per cambiare!

“Il Respiro e la visione Yogica della Pratica. (Parte Prima)” verra’ pubblicato il 15-8-2017

Grazie

 

 

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