Curiosità e Consigli

Avvicinarsi allo Yoga – Come, Dove e Perché: Intervista

Grazie a LivingSenigallia.it abbiamo avuto la possibilità di fare questa interessante “intervista” sullo Yoga. Un ottimo articolo per scoprirne di più su questa fantastica disciplina, su di noi… e sull’Associazione Il Mio Yoga ॐ 🙂 

Non c’è alcun dubbio che negli ultimi anni, in ogni sfera della nostra vita quotidiana, alcune pratiche e culture tipicamente orientali stiano prendendo sempre più piede anche nel mondo occidentale, e talvolta forse in maniera così rapida da non permetterci nemmeno bene di capire di cosa effettivamente si trattino. Lo Yoga, ad esempio: sempre più persone, e di ogni fascia d’età, si stanno interessando a questa disciplina del benessere fisico e psichico, e sempre più centri si vedono nascere anno dopo anno.

Ma cos’è davvero lo Yoga? A cosa ci può servire, come può migliorare la qualità della nostra vita, e quali sono gli errori da evitare già in partenza se si vuole seriamente cominciare questa nuova avventura?

Oggi abbiamo la fortuna di poter chiedere questo, e molto altro ancora, a Michele Morbidelli e Melissa Pucci, titolari dell’Associazione Il Mio Yoga, sita in Via Meroni 40, a Mondolfo (PU).

INTERVISTA

– Ciao ragazzi, e grazie per aver accettato di incontrarci, noi di LS vogliamo scoprire subito le nostre carte: non sappiamo davvero nulla di Yoga. Se non ci cacciate via subito, la prima domanda non può essere altro che… Cosa si intende davvero quando si parla di “Yoga”?

“Ciao a voi! La scienza dello Yoga è un’ antica disciplina e consiste in un percorso che facciamo attraverso noi stessi, con l’intenzione di svelare strato dopo strato il nostro sè interiore raggiungendo così quell’ intimità profonda capace di metterci in connessione (o di unirci) con la vera coscienza. Lo Yoga inizia da un sistema di posture fisiche o Asana il cui scopo è quello di ottimizzare le funzioni del corpo, purificandolo e  mantenendolo al meglio.  Ponendo una particolare attenzione al respiro liberiamo la mente da pensieri esterni concentrandoci sul presente. Con il tempo è possibile raggiungere uno stato di consapevolezza e di controllo sul fisico e sugli stati emotivi interni. Questa è la fase  in cui secondo la tradizione dell’ Hatha Yoga fondiamo la base capace di prepararci a successivi livelli  come il Pranayama e la Meditazione. I testi antichi a cui possiamo fare riferimento sono molti: I Veda, la Bhagavad Gita, le Upanishads, Hatha Yoga Pradipika di Swami Swatmarama, Gheranda Samhita, Siva Sambita, gli Yoga Sutra di Patanjali che iniziano così:
– Lo Yoga è una forma di auto disciplina.
– Lo Yoga è l’abilità di dirigere la mente esclusivamente verso un “oggetto” e sostenere l’attenzione in quella direzione senza nessuna distrazione.
– Quando questa abilità è perfezionata, l’ “oggetto” apparirà correttamente e pienamente.”

 

– Quali sono i reali benefici che si possono ottenere praticando yoga?

“Praticare yoga significa innanzitutto farlo in maniera costante. Andare 1 o 2 volte la settimana a lezione è di certo un grande risultato ed il modo migliore per iniziare, ma praticare significa dedicare almeno un’ora al giorno  a noi stessi. I benefici in questo caso sono innumerevoli: Il sonno migliora fin da subito, il corpo riacquista velocemente tonicità e forza, migliora anche il sistema digestivo, endocrino e cardiovascolare. Si eliminano le eventuali tossine accumulate e attraverso le posture andiamo anche a massaggiare organi interni che altrimenti restano dimenticati. Si avverte una maggiore concentrazione, chiarezza e presenza in ciò che facciamo. Provate per un attimo a paragonare il vostro corpo ad un auto di 30-40 anni lasciata senza manutenzione. Come ve la immaginate dopo tutto questo tempo? Lo Yoga Asana è un sistema per ottimizzare le funzioni e prestazioni del corpo e portarle al massimo della funzionalità. Un corpo sano e una mente sana sono il risultato della pratica.”

 

– Si possono avvicinare tutti a questa disciplina o a qualcuno non è particolarmente indicato?

“Credo che tutti possano avvicinarsi allo Yoga. Magari alcune persone con problemi più o meno gravi richiederanno lezioni private, ed esercizi specifici. In questo caso una sequenza mirata ed individuale è la cosa migliore da fare. Un esempio potrebbero essere le persone di una certa età, o persone che hanno avuto incidenti o con particolari patologie. Lo yoga per la sua capacità di riattivare tutti i sistemi del corpo è molto terapeutico e può essere usato per affiancare la medicina convenzionale e in alcuni casi guarire e risolvere problemi. E’ molto efficace per curare stati di ansia e panico, di notevole aiuto post parto (dai 2 ai 5 mesi dopo se non si era già praticanti), o in caso di diabete di tipo 2 (affiancato ad un cambio di alimentazione), problemi digestivi, depressioni, cervicale, mal di testa, dolori alla schiena, artriti, dolori mestruali, ecc…”

 

– Anche i bambini possono praticarlo?

“Certamente! Lo Yoga per bambini è un toccasana per crescere bene dal punto di vista fisico ed emotivo e per imparare a socializzare in un ambiente ludico e piacevole. La pratica dello Yoga aiuta i più piccoli ad essere consapevoli del proprio corpo e dell’importanza della respirazione, a sviluppare un comportamento altruista e ad apprendere l’importanza del rispetto degli altri e del Pianeta.

Praticare Yoga sin da piccoli è utile per:

1) Migliorare la concentrazione

2) Stimolare l’equilibrio e l’elasticità

3) Favorire la libertà di espressione

4) Sviluppare la consapevolezza del respiro e del proprio corpo

5) Dedicare più tempo al gioco come fondamentale strumento di crescita

6) Migliorare la conoscenza di se stessi e la socializzazione

7) Esprimere al meglio emozioni e stati d’animo

8) Ridurre ansia, stress e aggressività

9) Nutrire l’intelligenza razionale e emotiva per imparare a conoscere il mondo

10) Stimolare la capacità di apprendimento

I vantaggi anche qui sono una maggiore attenzione e concentrazione. Inoltre facilità nella crescita del bambino allungando la muscolatura e bilanciando gli ormoni. Oltre che ad acquisire una propria confidenza e rispetto di se stesso e degli altri.”

 

– In vostra opinione, quali luoghi comuni quando si parla di Yoga in realtà sono totalmente privi di fondamento?

Ho troppi pensieri e non riesco a svuotare la mente: In questo caso potrebbe essere utile eliminare fonti di stress se possibile ed evitare di coltivare pensieri ricorrenti inutili. In aggiunta le posture aiutano notevolmente a calmare la mente.

Non ho il tempo di praticare: Credo un po’ di ritaglio di tempo nell’arco della settimana lo si possa trovare se davvero l’intenzione è forte e sincera.

Lo Yoga è new age: E’ vero che lo Yoga è diventata una moda e ci sono varianti da scartare oggigiorno però molti insegnanti di fama mondiale svolgono workshop anche in Europa ed e’ anche possibile trovare  alcuni dei loro studenti insegnare, non troppo lontani da noi.

Solo i giovani possono fare yoga: I giovani sono di certo avvantaggiati. Specialmente se si ha la volontà e il piacere di esplorare il corpo attraverso Asana avanzate. Ma non dimentichiamoci che lo Yoga è applicabile in moltissimi casi, ed essendo fondamentalmente terapeutico, di certo i benefici possono essere raggiunti anche da persone di una certa età.

Assumere quelle posizioni non serve a niente: Le Asana modificano e modellano il corpo. Ogni Asana ha il suo grado di difficoltà e i propri benefici psico – fisici. La mente pigra fa fatica a praticare, anche se ne trarrebbe enormi vantaggi.”

 

– Gli errori più comuni che bisognerebbe cercare di evitare quando un principiante decide di compiere il passo e provarci con costanza?

“Quando iniziamo in maniera costante con la pratica delle Asana, si potrebbe correre il rischio di andare troppo veloci o di spingere il corpo oltre i propri limiti. All’inizio è importante procedere piano cercando di restare il più focalizzati possibile sul “come e cosa” stiamo facendo più che sul “quanto.” A volte ci si può far male tentando di fare posizioni difficili senza esserne pronti, oppure entrando in un meccanismo di competizione con gli altri o con se stessi. Vi consiglio di evitare di praticare Asana senza un dovuto riscaldamento, fatto di esercizi di preparazione per le articolazioni e del Saluto al Sole. Non arrendetevi alle prime difficoltà e non fatevi nemmeno scoraggiare dalla pratica e dalla fatica, all’inizio molte cose potrebbero apparire irraggiungibili. Non riconoscere i propri limiti e forzare troppo non può che portarci ad infortuni e frustrazioni mentali. Cercate di non entrare ed uscire dalle Asana di scatto o troppo velocemente, andate lentamente e scoprite man mano i vostri limiti. Tenere troppo poco le posture o cambiarle ogni giorno non è di grande aiuto, mentre lavorare per qualche mese con fiducia e perseveranza su una sequenza idonea è un buon sistema per progredire. In Hatha Yoga Tradizionale cerchiamo di raggiungere dei tempi minimi in ogni Asana che di solito all’inizio varia dai 30-60 secondi. Se state cercando di aumentare la forza e siete al momento più concentrati su Asana attive potete forzare un po’ di più. Se invece state lavorando ad allungamenti e flessibilità e quindi praticate Asana passive, fate attenzione a non forzare troppo tendini e legamenti con particolare attenzione ai dolori in prossimità delle articolazioni. In poche settimane sarete in grado di aumentare la forza, ma per quanto riguarda la flessibilità, i tempi sono notevolmente più lunghi. Un buon sistema in aggiunta ad un sincero impegno costante sono la chiave per migliorare.”

 

– Quando si sceglie un centro Yoga, e quindi un insegnante, è un po’ come affidarsi a lui per un percorso: come si può capire, se non si ha alcuna esperienza, chi è un professionista serio e chi… un po’ meno?

“Mi viene in mente una risposta di Swami Atmananda Udasin, di Rishikesh (Nord India), che ad una domanda simile rispose: “Oggigiorno ci sono tanti falsi insegnanti che insegnano perché ci sono tanti falsi praticanti.” Per individuare un buon insegnante credo sia fondamentale fare qualche ricerca personale, provare qualche lezione (possibilmente consecutive con diversi maestri e fare loro delle domande), informarsi sui loro studi e raccogliere più informazioni possibili. Un insegnante che non pratica Yoga non può essere in grado di trasmettere la pratica. Possiamo poi abbracciare, o no, il suo metodo di insegnamento. Un buon insegnante è in grado di trasmettervi le informazioni utili al momento giusto accompagnandovi durante i progressi e le difficoltà e fornendo nuovi consigli, quando necessario. Praticare Yoga significa diventare studiosi ed esploratori di noi stessi facendone l’esperienza diretta con il dovuto supporto. Un buon insegnante vi metterà in condizioni di apprendere le tecniche per riuscire poi a praticare senza rischi, anche da soli, fino a consolidare una propria pratica personale.”

 

– Potreste dire che abbracciare questa cultura vi ha trasformato in persone diverse da quelle che eravate prima?

“Indubbiamente la pratica ci ha influenzato e cambiato nel tempo. Il corpo si è trasformato, è forte e flessibile e ci sentiamo in ottima forma. Molti dei cambiamenti sono avvenuti anche grazie alle nostre esperienze di viaggio. La cultura indiana ci ha fatto molto riflettere sul vegetarianismo dal punto di vista etico, morale, salutare e spirituale, ed è così che abbiamo abbandonato il consumo di carne.”

 

– Un’ultima piccola curiosità, ci ha colpito una delle vostre regole delle lezioni: “Lasciate l’ego e le scarpe fuori dalla Yoga Shala, entrambi inutili in classe.” Cosa vi ha spinto a scriverla?

“C’e’ capitato di leggerla in alcuni centri di Yoga a Mysore e ci ha fatto riflettere. Le scarpe ovviamente non vengono utilizzate per praticare Yoga, ma il perché del “lasciare fuori l’ego” potrebbe essere meno scontato. Secondo la conoscenza Vedica infatti, siamo frutto di corpo mente e coscienza. La mente è considerata  essere responsabile dell’elaborazione dei dati assorbiti dai cinque sensi per creare una realtà empirica e non è realmente ciò che siamo. Tutta la realtà è frutto di una elaborazione di questi dati, sviluppati dalla mente attraverso i sensi. Secondo la tradizione ci sono due “ego”,  o due “io”. Il primo “Io” è fatto di coscienza assoluta ed è in ognuno di noi e in ogni cosa. Il secondo è l’Io Mentale, l’io costruito. Quello creato dall’interpretazione di questa realtà che ci fa immedesimare e totalmente convincere nei ruoli che abbiamo assunto nella vita. La pace, la felicità, la gioia, non dipendono da fattori esterni e tanto meno da cose materiali. Gli stati emozionali, l’amore personale, le arrabbiature, sono solo a livello mentale. Anche i desideri sono tendenze della mente. Uno dei più noti maestri dell’antica meditazione Vedica chiamata “Advaita Vedanta”  o “Non Dualismo” è Sri Ramana Maharshi e ci spiega che la mente non è altro che “l’Io Pensiero”. L’ego e la mente sono la stessa cosa.

Tutte le altre facoltà mentali, come la memoria e l’intelletto non sono altro che questo. La Mente (manas), le tendenze mentali (chittam), l’intelletto (buddhi) e l’ego (ahamkara) sono tutti la stessa cosa. Questo è come la mente assume funzioni diverse a seconda di ciò che svolge. Anche quella che definiamo l‘anima individuale (jiva) non è altro che questa mente o ego. Non dobbiamo associare noi stessi a ciò che emerge nella mente, ma osservare ed  essere come spettatori evitando di  impersonificarci in ciò che la mente elabora della falsa percezione che crea. Lo Yoga riconosce l’esistenza della mente umana e comprende il ruolo che giorno per giorno gioca nelle funzioni della nostra vita quotidiana. Secondo lo Yoga la mente è sia la radice che la soluzione di tutti i nostri problemi. Ad ogni modo se la mente è disciplinata, focalizzata e libera da condizionamenti, la percezione risulta più accurata e di conseguenza le nostre azioni, che sono basate su questi principi, ci dirigeranno verso la felicità. Ed ecco che dietro al quel “lasciate l’ego fuori dalla Yoga Shala” si nasconde un po’ l’essenza dello Yoga. Quel falso ego, in cui tanto ci siamo immedesimati, che ci mette in competizione, che ci fa credere di essere migliori, secondo lo Yoga è solo maya. E’ solo illusione.

Con quella frase ci riferiamo a quella forma di ego che dovrebbe essere osservato da chi intende approcciarsi allo Yoga. Mantenere l’umiltà nella pratica è importante per non coltivare il falso ego. Spesso e continuamente rivolgiamo le attenzioni al di fuori di noi, con lo Yoga cerchiamo di osservarci e invertire il focus verso l’interno.”

 

– Grazie davvero, siete stati gentilissimi, e chissà che non ci rivedremo presto, senza scarpe né ego addosso!

“Grazie a voi!”

 

Sponsorizzato da Associazione Il Mio Yoga – Via Meroni 40, Mondolfo (PU)

Michele Morbidelli – Melissa Pucci

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Sito Web di Michele Morbidelli: http://michelemorbidelli.ilmioyoga.it/

Le nostre classi al momento si svolgono presso il centro Il Mio Yoga a San Sebastiano (Mondolfo), lo Studio Thanka al Cesano.

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